L’eleganza è maschio.

L’eleganza è maschio.

“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” [G. Armani]

Benchè passino gli anni e gli stili diano forma alle generazioni, l’eleganza rimane uno stato mentale. Un concetto che oggi forse attribuiamo di primo impatto all’emisfero femminile, ma che vide la luce nel momento in cui le donne adottarono linee e profili tipici dell’esteriorità maschile.

art. eleganzaSiamo ai primi del ‘900 e l’eleganza diviene l’espressione di un’epoca minimalista, svelta e pulita di qualsiasi ornamento. Si apre un’età che stravolge il passato grazie all’invenzione delle macchine e che mette in primo piano l’utilità e la funzionalità degli oggetti, a scapito del pomposo aspetto esteriore. L’abito da uomo si delinea via via sobrio e semplice, facendo leva sulla perfezione del taglio e sulla qualità dei materiali, più che sugli aspetti decorativi. Ed è così che il concetto di eleganza si lega a quello di semplicità, validità e carattere, dando risalto al profilo maschile: dall’icona del dandy, la figura dell’uomo viene levigata e perfezionata, contrapponendosi sotto gli occhi di tutti al gentil sesso del tempo, che ancora sfoggiava sfarzose decorazioni ornamentali, spesso ostacolo del libero movimento.
Ma i tratti essenziali ed eleganti ben presto si combinano alla moda femminile: lo stile cambia, sotto il segno di un modo diverso di rapportarsi agli altri e facendo sbocciare d’un tratto una snella raffinatezza mascolina. Con l’influenza del cinema degli anni ‘30, la femminilità si traduce in una donna di potere, sensuale e misteriosa, irrimediabilmente attratta dalla linea americana: lunga ed esile. 14055056_10210334531150480_9115084042057307902_n
Joan Crawford, Marlene Dietricth, Greta Garbo sono donne che con la loro apparenza hanno ispirato i moderni stilisti nella ricerca e definizione dell’eleganza. Forza, complessità, capacità di tenere in pugno qualsiasi situazione, caratteristiche socialmente attribuite al carattere prettamente maschile. Esse davano il loro meglio in giacca e cravatta e nei più semplici ed attillati abiti da sera, in favore di un potere femminile diretto e intransigente.
Nascono così i primi smoking per donne di Yves Sain Laurent, venuti alla luce da un brivido di eccitazione, da un senso di ambiguità e di abbigliamento estremo. Ma è con Armani che l’abito da uomo incarna una piena affermazione di femminilità: i completi con i pantaloni esercitano un’influenza oltremisura nella moda degli anni ‘80. Fiorisce così uno stile e un atteggiamento universale che detta un senso di controllo e formalità, insieme ad una delicatezza che trasuda grande femminilità e classe.
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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Irene Jesi
Moda & Servizi Srl